Qualche giorno fa il quotidiano filo-governativo turco Taraf ha svelato un presunto progetto di colpo di Stato, messo a punto nel 2003 da alte cariche del Tsk (le forze armate turche).
Stando al giornale, il piano (denominato in codice "Balyoz", vale a dire martello) prevedeva che i militari facessero esplodere bombe nelle moschee, attaccassero con ordigni incendiari i musei e facessero cadere un aereo di linea turco facendo sembrare che fosse stato abbattuto da un caccia militare greco.
Sempre stando a quanto scrive Taraf, il piano prevedeva sanguinosi e sconvolgenti atti di terrorismo da attribuire ad al-Qaeda o al Pkk (partito dei lavoratori del Kurdistan), in modo da provocare massicce proteste nella società civile e nelle università; la popolazione avrebbe accusato l'Akp di non riuscire a garantire la sicurezza della Turchia e questo, insieme con il clima di caos che si sarebbe venuto a creare, avrebbe spianato la strada ad un colpo di Stato militare, con l’obiettivo ultimo di rovesciare il governo in carica guidato dall’ Akp, partito islamico-conservatore turco, e di preservare così la laicità dello Stato turco
Il piano conterebbe anche un organigramma per sostituire il personale che attualmente occupa posizoni chiave nell’apparato statale e una strategia per mettere in difficoltà economica la Turchia e, in questo modo, contribuire a screditare l’Akp.
Secondo quanto ha scritto il quotidiano Milliyet, il piano per il presunto colpo di stato sarebbe stato tracciato dal generale dell'esercito Çetin Dogan, oggi in pensione, che ha però rispedito al mittente le accuse, asserendo che si trattava in realtà di un piano preparato per una esercitazione militare presentato ad un seminario per militari. Le sue parole sono state molto dure: “Solo un folle sarebbe in grado di preparare un piano del genere. E solo un folle potrebbe pubblicarlo sui giornali. E' sbagliato aspettarsi che il Tsk possa essere coinvolto in piani del genere".
Diversi media indipendenti sono propensi a ritenere che questo presunto piano golpista sia una bufala ideata da ambienti filogovernativi per creare maggiore simpatia popolare nei confronti dell'esecutivo di Erdogan, anche se da più parti si ritiene che le risposte fornite dalle più alte cariche dell’esercito non siano state convincenti.
Storia torbida, difficile da decifrare, ma sulla quale nessun organo di stampa nazionale ha sprecato una riga, nonostante la Turchia sia oggi nominata su tutti i giornali per l’arresto di 120 terroristi di al-Qaeda da parte della polizia e nonostante, sempre la Turchia, si sia candidata ad entrare a far parte dell'Unione europea.
Qualche giorno fa il quotidiano filo-governativo turco Taraf ha svelato un presunto progetto di colpo di Stato, messo a punto nel 2003 da alte cariche del Tsk (le forze armate turche).
Stando al giornale, il piano (denominato in codice "Balyoz", ovvero martello) prevedeva che i militari facessero esplodere bombe nelle moschee, attaccassero con ordigni incendiari i musei e facessero cadere un aereo di linea turco facendo sembrare che fosse stato abbattuto da un caccia militare greco. Scopo finale del piano era quello di creare caos e paura nella società per giustificare un colpo di Stato militare, con l’obiettivo di rovesciare il governo in carica guidato dall’ Akp, partito islamico-conservatore turco, e di preservare così la laicità dello Stato turco.
Sempre stando a quanto scrive Taraf, il piano prevedeva sanguinosi e sconvolgenti atti di terrorismo da attribuire ad al-Qaeda o al Pkk (partito dei lavoratori del Kurdistan), in modo da provocare massicce proteste nella società civile e nelle università; la popolazione avrebbe accusato l'Akp di non riuscire a garantire la sicurezza per la Turchia spianando la strada al colpo di stato militare.
Il piano conterebbe anche un organigramma per sostituire il personale che attualmente occupa posizoni chiave nell’apparato statale e una strategia per mettere in difficoltà economica la Turchia e, in questo modo, contribuire a screditare l’Akp.
Secondo quanto ha scritto il quotidiano Milliyet, il piano per il presunto colpo di stato sarebbe stato tracciato dal generale dell'esercito Çetin Dogan, oggi in pensione, che ha però rispedito al mittente le accuse, asserendo che si trattava di un piano preparato per una esercitazione militare presentato ad un seminario per militari. Le sue parole sono state molto dure: “Solo un folle sarebbe in grado di preparare un piano del genere. E solo un folle potrebbe pubblicarlo sui giornali. E' sbagliato aspettarsi che il Tsk possa essere coinvolto in piani del genere".
Alcuni media indipendenti sono propensi a ritenere che questo presunto piano golpista sia una bufala ideata da ambienti filogovernativi per creare maggiore simpatia popolare nei confronti dell'esecutivo di Erdogan, anche se da più parti si ritiene che le risposte alle accuse fornite dalle più alte cariche dell’esercito non siano state convincenti.
Storia torbida, difficile da decifrare, ma sulla quale nessun organo di stampa nazionale ha sprecato una riga, nonostante la Turchia sia oggi nominata su tutti i giornali per l’arresto di 120 terroristi di al-Qaeda da parte della polizia. Difficilmente sapremo veramente come stanno le cose…


