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| Haiti: terremoto artificiale? |
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| Esteri - Esteri |
| Scritto da Mario Grasso |
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Sulla rete si rincorrono voci sulla possibilità che il terremoto di Haiti possa essere stato provocato artificialmente. Premetto da subito che sono personalmente scettico, ma credo valga comunque la pena vagliare le (poche) notizie che la rete ci offre.
Venezuela, Bolivia e Nicaragua hanno chiesto la convocazione urgente del Consiglio di sicurezza per esaminare le accuse rivolte agli Usa e l'invasione "umanitaria" di Haiti da parte delle truppe statunitensi.
Secondo Russia Today, un rapporto della Flotta russa del Nord rivelerebbe che il terremoto che ha devastato Haiti è inequivocabilmente "il risultato di un test, da parte della U. S. Navy, della sua arma sismica".
A sostegno di questa tesi, è stato reso noto l’11 Gennaio (2 giorni prima del terremoto), il SOUTHCOM (il comando Sud del Pentagono, che si occupa dell’America latina) aveva in corso un’esercitazione «basata su uno scenario che comportava l’avvio di soccorsi ad Haiti dopo un uragano». Sicché quando è scoppiato il disastro, il SOUTHCOM «decide di passare dalla simulazione al reale» ed è «in grado di intervenire ad Haiti rapidamente, perchè i sistemi erano già caricati sui bancali a Miami in preparazione dell’esercitazione che è stata cancellata». Sempre secondo il rapporto russo, l'Agenzia degli Stati Uniti per lo Sviluppo Internazionale (USAID), era già sul posto ad Haiti prima del terremoto e il Dipartimento di Stato, l'USAID e il SouthCom hanno immediatamente iniziato l'invasione umanitaria impiegando 10 000 soldati per il controllo del territorio di Haiti dopo il "devastante terremoto sperimentale".
Fantascienza?
Che sia possibile provocare eventi sismici è cosa accettata da gran parte della comunità scientifica, come pure sembra certo che l’Urss, durante la guerra fredda, stesse studiando sistemi di attacco geofisico. Il tenente Generale Fabio Mini, ex Capo di stato maggiore delle forze Nato del sud Europa, descrive chiaramente queste ricerche in un articolo pubblicato sulla rivista di geopolitica Limes. Già nel 1915 Nikola Tesla rilasciò un’intervista al New York Times in cui affermò che era possibile alterare la ionosfera. Affermò che variando le frequenze in gioco ed i tempi di esposizione, si possono ottenere i seguenti risultati: - influire in maniera drastica sul tempo atmosferico; Presso Gakona, circa 200 km a Nord-Est del Golfo del Principe Guglielmo, un terreno di proprietà del Dipartimento della Difesa USA fu scelto il 18 ottobre 1993 da funzionari dell’Air Force come sede del programma HAARP (High Frequency Active Auroral Research Program) e a partire dall’anno seguente venne disseminato di piloni d’alluminio alti 22 metri, il cui numero è cresciuto di anno in anno fino ad arrivare a 180. Ognuno di questi piloni porta doppie antenne a dipoli incrociati, una coppia per la «banda bassa» da 2.8 a 7 MegaHerz e l’altra per la «banda alta» da 7 fino 10 MegaHerz. Tali antenne sono capaci di trasmettere onde ad alta frequenza fino a quote di 350Km, grazie alla loro grande potenza. A pieno regime, l’impianto richiede 3.6 MegaWatt (la potenza di 100 automobili), assicurati da 6 generatori azionati da altrettanti motori diesel da 3600 cavalli l’uno. Scopo ufficiale di queste installazioni è studiare la ionosfera per migliorare le telecomunicazioni, ma secondo molti quelle antenne sono forse il prototipo di un’arma «geofisica» americana. Secondo alcuni scienziati, infatti, progetti come H.A.A.R.P., che riscaldano o eliminano la ionosfera, costituiscono potenzialmente una minaccia di proporzioni catastrofiche per gli equilibri armonici degli esseri viventi e del pianeta. Inoltre sarebbero state osservate delle correlazioni tra l'attività sismica e la ionosfera di HAARP in occasione di tre terremoti considerati sospetti: quello dell’8 Gennaio in Venezuela, quello dell’11 Gennaio in Honduras e, naturalmente, quello del 12 Gennaio ad Haiti. Tra l’altro i tre terremoti sospetti si sarebbero propagati linearmente alla stessa profondità (10 km). Naturalmente, quando si parla di catastrofi di tali dimensioni, un po’ di sano scetticismo è d’obbligo, così come pure è opportuno vagliare tutte le informazioni che ci giungono, evitando però di cadere nella dietrologia e nel complottismo. |