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Economia - Economia
Scritto da Mario Grasso   

La situazione del debito pubblico è critica in diversi paesi dell'Unione europea, in primis in Grecia, Irlanda, Portogallo, Spagna e Italia.

Per piazzare i titoli del debito pubblico, gli stati indebitati sono obbligati ad offrire tassi di interesse sempre più alti, stringendo di fatto un cappio intorno al collo delle generazioni future. Stanno seguendo questa strada soprattutto Italia e Grecia, che, tra l'altro, stanno piazzando i propri titoli soprattutto all'estero.

La situazione è veramente critica, tanto che il FMI nelle ultime ore ha consigliato a Spagna, Portogallo e Grecia una riduzione generalizzata dei salari. Secondo Blanchard, economista capo del FMI, "ora con la crisi, Portogallo, Spagna e Grecia hanno serie difficoltà, che implicano aggiustamenti molto penosi, soprattutto quando l'ambiente inflazionista è molto basso". Tra l'altro, Francia e Germania hanno tenuto a precisare che non correranno in soccorso della Grecia in quanto questo non è previsto dal trattato Ue, facendo presagire l'uscita del Paese dalla zona euro se la situazione dovesse peggiorare.

Il clima in tutti i paesi appena citati è molto pesante, dovunque si stanno programmando forti tagli alla spesa pubblica, in primo luogo al welfare state. Tranne in Italia, naturalmente.

Con un debito pubblico che nel 2010 raggiungerà i 2.000 miliardi di euro, la classe politica nostrana continua ad ostentare sicurezza ed ottimismo, e mentre altrove si parla di tagli alla spesa pubblica, in Italia si discute se prolungare gli incentivi per l'acquisto di automobili, continuando a rassicurare gli italiani sul fatto che "stiamo meglio degli altri".

Evidentemente, i nostri politici hanno già dimenticato la crisi finanziaria degli anni Novanta...