Immaginate di essere un greco trapiantato ad Amburgo, di avere una dolorosissima ernia del disco, un fratello galeotto, una ragazza in un altro continente e un ristorante in periferia, minacciato costantemente dal fisco, dai Nas e da un immobiliarista senza scrupoli… questa è la vita di Zinos, il protagonista di Soul Kitchen, un gradevolissimo film di Faith Akin uscito da circa un mese al cinema.
La trama del film è abbastanza esile, ma è l’estrosità dei protagonisti a renderlo originale e brillante. Che direste voi di uno Chef di alta cucina con il vizio di lanciare coltelli e che finisce a lavorare in un circo per coltivare la sua passione? E di un’esattrice delle tasse impossessata da un demone lussurioso? E di un terapeuta turco dal “rassicurante” nome di Kemal lo Spaccaossa?
Questi sono gli strani personaggi con cui ha a che fare Zinos mentre prova a lasciare in gestione il suo ristorante, il “Soul Kitchen” appunto, per raggiungere la sua amata, stizzosa ed esigente, a Shangai.
Soul Kitchen è un film divertente, insomma. Con una bella colonna sonora che va dal soul al sirtaki, con scene veloci, divertenti, e a tratti al limite del surreale.
Il film è la prima commedia del regista Faith Akin, vincitore, alla 66esima mostra del cinema di Venezia, del Leone d’argento.
Consigliato anche dal Gambero Rosso.
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