Newscommunity

Il portale dell'informazione libera.

Home Esteri

Esteri

La decapitazione di Nick Berg: un falso?

E-mail Stampa PDF

Le immagini del cittadino americano Nick Berg, vittima degli sgozzatori estremisti islamici fecero, all'epoca (2004), il giro del mondo su tutti i TG, e servirono a creare una sorta di “consenso morale” e di effetto “necessità“, onde chiudere tutti e due gli occhi sulle brutalità delle guerre in Medio Oriente che sarebbero seguite.

Oltre a ciò, quel terribile video divenne l’emblema dello “scontro di civiltà“, tra occidente “evoluto e democratico” e l’islam “violento e intollerante”, visione semplicistica e perlpiù falsa, utile a chi, volendo mettere le mani sul Medio Oriente, non trova di meglio che crearlo e fomentarlo, quello scontro.

Dopo alcuni studi compiuti su quel filmato, qualcuno ha esaminato il video e constatato che i conti non tornano.

Riporto di seguito un articolo pubblicato su www.arabcomint.com.

 

 

Il falso video della decapitazione

 

Ci sono ormai prove evidenti secondo cui il video della decapitazione del 26enne Nick Berg da parte di presunti membri di al-Qaida sia una completa frode. Il vero Nick Berg può essere morto o meno, ma il video non e' altro che un falso. Questa e' la conclusione di La Voz de Aztlan dopo un'analisi sequenza per sequenza da parte di esperti in medicina e di montaggio cinematografico in tutto il mondo, che hanno scaricato, visto ed analizzato il video. Migliaia di persone in tutto il mondo hanno fatto richiesta di copia del video, che sta rapidamente sparendo da Internet, dopo un servizio secondo cui la decapitazione di Berg era stata dichiarata un falso da medici.

Con l'avvento di internet, dei computer e di sofisticati programmi, e' diventato sempre più difficile per i governi tenere gli occhi chiusi ai loro cittadini. L'internet ha essenzialmente permesso a gente amante della libertà in tutto il mondo di formare reti di comunicazione che possono competere con le migliori agenzie governative d'intelligence. Questo e' stato senza dubbio il caso del video amatoriale che mostra cinque falsi membri di al-Qaida che partecipano alla decapitazione di Berg, ideata essenzialmente per deviare l'attenzione dagli scandalosi abusi sessuali avvenuti all'interno della prigione di Abu Ghraib. Le prove dimostrano che il video della decapitazione e' stato girato all'interno di Abu Ghraib.

E' oggi  noto che il provvidenziale video della decapitazione fu inviato da Londra ad un website oggi defunto di un server locato in Malesia. Il sito http://www.al-asnar.biz fu chiuso non appena le agenzie di notizie più conservatrici, come la CNN e la Fox TV furono avvisate. Queste due reti non persero tempo nel trasmettere titoli secondo cui "Terroristi Islamici Decapitano un americano in Iraq". Entro pochi minuti, le reti locali americane da New York a Los Angeles gridavano contro "gli animali musulmani che tagliano la testa ad un americano" e mostravano solo brevi frammenti del video. Le stazioni radio filo-sioniste di Los Angeles hanno passato letteralmente giornate intere a parlare della barbarie musulmana e della necessità di supportare la guerra in Iraq.

La Voz de Aztlan si insospettì quando vide la prima immagine di Nick Berg seduto di fronte ai suoi sequestratori su una sedia di plastica bianca che sembrava molto familiare. Anche la tuta arancione indossata dall'ostaggio nel video sembrava familiare. La Voz de Aztlan e' molto fortunata ad avere un vast seguito di lettori che utilizzano sia la posta eletronica sia il "News-Tip-Form" sulla nostra homepage per inviarci informazioni. Entro pochi minuti ricevemmo l'URL da cui potemmo scaricare l'intero video originale della decapitazione. Immediatamente dopo aver visto il video, capimmo che molte cose nel video stesso sfidavano la più elementare logica.

Alcune anomalie divennero evidenti solo dopo aver analizzato attentamente il video. Molte di queste ci sono state inviate dai nostri lettori, che hanno risposto dopo aver analizzato il video a loro volta. Per favore, fate riferimento alle foto pubblicate, insieme con l'articolo, sul nostro sito all' http://www.aztlan.net/berg_abu_ghraib_video.htm , per quello che concerne le anomalie, descritte ed enumerate sotto.

 

Foto 1 - Un fotogramma dal video
Foto 2 - Le tute arancioni di Guantanamo

 

1: Osservate la tuta da prigioniero della Polizia Militare USA che Berg indossa nella foto 1. La tuta arancione di Berg  e' identica a quelle fatte indossare ai prigionieri islamici a Guantanamo Bay, come indica la foto 2.

 

 

 

 

Foto 3 - Paragonate questa sedia con quella della foto 1

 

2: Guardate la sedia di plastica bianca su cui Berg e' seduto nella foto 1. E' identica alla sedia su cui e' seduta la famigerata soldatessa England nella prigione di Abu Ghraib, come mostra la foto 3. La stessa sedia può essere vista nell'orrenda foto in cui un militare USA sta sodomizzando con un dito un prigioniero di guerra iracheno nell'angolo destro in alto della foto 4. Inoltre, può essere vista in basso, nell'angolo sinistro della foto 5.

 

 

3: Il colore e la struttura del muro nelle sequenze del video che noi riportiamo nelle immagini 1 e 6 sono le stesse della prigione di Abu Ghraib, come mostra la foto 4.

 

Foto 4 - Guardate il muro, la sedia ed il cappello cerchiato,
Foto animata 7 - La prova più evidente

4: La prova più evidente del fatto che il video e' stato girato ad Abu Ghraib può essere ottenuta attraverso un'analisi del video, sequenza dopo sequenza. La Voz de Aztlan lo ha fatto e sono uscite fuori dei fotogrammi difficili da notare se il video viene trasmesso a velocità normale. Verso la fine del video, ai fotogrammi 9306-9368, una persona con un berretto militare USA sporge nel video un quarto della parte sinistra della sua testa. Si vedono il collo, l'orecchio sinistro, e parte del berretto e della visiera. Abbiamo preparato una gif animata solo con i fotogrammi di rilievo che li mostrano chiaramente (vedi foto animata 7). Guardate al lato della mano destra, come se qualcuno con un berretto militare, probabilmente con una seconda videocamera, fa sporgere il capo nel video. Paragonate questa gif con il militare il cui berretto e' cerchiato nella foto 4.

 

Foto 5 - Si guardi la sedia di plastica bianca
Foto 6 - I cinque falsi terroristi di al-Qaida da un fotogramma del video

Chiunque veda il video capisce che e' un falso. I cinque presunti terroristi sono falsi. Quello che appare sull'estrema destra della foto 6 e' grasso ed indossa pulitissime scarpe da tennis. Non e' il caso di un combattente di al-Qaida. Inoltre, la foto 6 mostra che almeno tre di essi indossano giubbotti anti-proiettile. Avete mai visto membri di al-Qaida che indossano pesanti giubbotti anti-proiettile? Guardate il modo in cui essi indossano: sembrano mascherati per Halloween

 

Per adesso, i media correnti stanno totalmente ignorando tali prove. Speriamo che presto, qualche editore di animo abbia il coraggio di convogliare queste importanti informazioni al grosso del pubblico americano. La nazione deve sapere chi era e cosa e' realmente accaduto a Nick Berg.

 

Ringrazio pubblicamente Huey, blogger di www.metablog.it per aver messo a mia disposizione il materiale che ho pubblicato.

 

Haiti: terremoto artificiale?

E-mail Stampa PDF

Sulla rete si rincorrono voci sulla possibilità che il terremoto di Haiti possa essere stato provocato artificialmente. Premetto da subito che sono personalmente scettico, ma credo valga comunque la pena vagliare le (poche) notizie che la rete ci offre.

 

Venezuela, Bolivia e Nicaragua hanno chiesto la convocazione urgente del Consiglio di sicurezza per esaminare le accuse rivolte agli Usa e l'invasione "umanitaria" di Haiti da parte delle truppe statunitensi.

 

Secondo Russia Today, un rapporto della Flotta russa del Nord rivelerebbe che il terremoto che ha devastato Haiti è inequivocabilmente "il risultato di un test, da parte della U. S. Navy, della sua arma sismica".

 

A sostegno di questa tesi, è stato reso noto l’11 Gennaio (2 giorni prima del terremoto), il SOUTHCOM (il comando Sud del Pentagono, che si occupa dell’America latina) aveva in corso un’esercitazione «basata su uno scenario che comportava l’avvio di soccorsi ad Haiti dopo un uragano». Sicché quando è scoppiato il disastro, il SOUTHCOM «decide di passare dalla simulazione al reale» ed è «in grado di intervenire ad Haiti rapidamente, perchè i sistemi erano già caricati sui bancali a Miami in preparazione dell’esercitazione che è stata cancellata». Sempre secondo il rapporto russo, l'Agenzia degli Stati Uniti per lo Sviluppo Internazionale (USAID), era già sul posto ad Haiti prima del terremoto e il Dipartimento di Stato, l'USAID e il SouthCom hanno immediatamente iniziato l'invasione umanitaria impiegando 10 000 soldati per il controllo del territorio di Haiti dopo il "devastante terremoto sperimentale".

 

Fantascienza?

 

Che sia possibile provocare eventi sismici è cosa accettata da gran parte della comunità scientifica, come pure sembra certo che l’Urss, durante la guerra fredda, stesse studiando sistemi di attacco geofisico. Il tenente Generale Fabio Mini, ex Capo di stato maggiore delle forze Nato del sud Europa, descrive chiaramente queste ricerche in un articolo pubblicato sulla rivista di geopolitica Limes. Già nel 1915 Nikola Tesla rilasciò un’intervista al New York Times in cui affermò che era possibile alterare la ionosfera. Affermò che variando le frequenze in gioco ed i tempi di esposizione, si possono ottenere i seguenti risultati:

- influire in maniera drastica sul tempo atmosferico;
- provocare terremoti;
- interferire con le onde cerebrali di uomini ed animali;
- generare esplosioni nucleari senza ricaduta radioattiva;
- eseguire la tomografia della Terra;
- irradiare calore persino in bunker situati a grandi profondità;
- eliminare le comunicazioni su aree specifiche vaste, mantenendo quelle militari.

Presso Gakona, circa 200 km a Nord-Est del Golfo del Principe Guglielmo, un terreno di proprietà del Dipartimento della Difesa USA fu scelto il 18 ottobre 1993 da funzionari dell’Air Force come sede del programma HAARP (High Frequency Active Auroral Research Program) e a partire dall’anno seguente venne disseminato di piloni d’alluminio alti 22 metri, il cui numero è cresciuto di anno in anno fino ad arrivare a 180. Ognuno di questi piloni porta doppie antenne a dipoli incrociati, una coppia per la «banda bassa» da 2.8 a 7 MegaHerz e l’altra per la «banda alta» da 7 fino 10 MegaHerz. Tali antenne sono capaci di trasmettere onde ad alta frequenza fino a quote di 350Km, grazie alla loro grande potenza. A pieno regime, l’impianto richiede 3.6 MegaWatt (la potenza di 100 automobili), assicurati da 6 generatori azionati da altrettanti motori diesel da 3600 cavalli l’uno. Scopo ufficiale di queste installazioni è studiare la ionosfera per migliorare le telecomunicazioni, ma secondo molti quelle antenne sono forse il prototipo di un’arma «geofisica» americana. Secondo alcuni scienziati, infatti, progetti come H.A.A.R.P., che riscaldano o eliminano la ionosfera, costituiscono potenzialmente una minaccia di proporzioni catastrofiche per gli equilibri armonici degli esseri viventi e del pianeta.

Inoltre sarebbero state osservate delle correlazioni tra l'attività sismica e la ionosfera di HAARP in occasione di tre terremoti considerati sospetti: quello dell’8 Gennaio in Venezuela, quello dell’11 Gennaio in Honduras e, naturalmente, quello del 12 Gennaio ad Haiti. Tra l’altro i tre terremoti sospetti si sarebbero propagati linearmente alla stessa profondità (10 km).

Naturalmente, quando si parla di catastrofi di tali dimensioni, un po’ di sano scetticismo è d’obbligo, così come pure è opportuno vagliare tutte le informazioni che ci giungono, evitando però di cadere nella dietrologia e nel complottismo.

 

Turchia: presunto piano di colpo di Stato.

E-mail Stampa PDF

Qualche giorno fa il quotidiano filo-governativo turco Taraf ha svelato un presunto progetto di colpo di Stato, messo a punto nel 2003 da alte cariche del Tsk (le forze armate turche).

Stando al giornale, il piano (denominato in codice "Balyoz", vale a dire martello) prevedeva che i militari facessero esplodere bombe nelle moschee, attaccassero con ordigni incendiari i musei e facessero cadere un aereo di linea turco facendo sembrare che fosse stato abbattuto da un caccia militare greco.

Sempre stando a quanto scrive Taraf, il piano prevedeva sanguinosi e sconvolgenti atti di terrorismo da attribuire ad al-Qaeda o al Pkk (partito dei lavoratori del Kurdistan), in modo da provocare massicce proteste nella società civile e nelle università; la popolazione avrebbe accusato l'Akp di non riuscire a garantire la sicurezza della Turchia e questo, insieme con il clima di caos che si sarebbe venuto a creare, avrebbe spianato la strada ad un colpo di Stato militare, con l’obiettivo ultimo di rovesciare il governo in carica guidato dall’ Akp, partito islamico-conservatore turco, e di preservare così la laicità dello Stato turco

Il piano conterebbe anche un organigramma per sostituire il personale che attualmente occupa posizoni chiave nell’apparato statale e una strategia per mettere in difficoltà economica la Turchia e, in questo modo, contribuire a screditare l’Akp.

Secondo quanto ha scritto il quotidiano Milliyet, il piano per il presunto colpo di stato sarebbe stato tracciato dal generale dell'esercito Çetin Dogan, oggi in pensione, che ha però rispedito al mittente le accuse, asserendo che si trattava in realtà di un piano preparato per una esercitazione militare presentato ad un seminario per militari. Le sue parole sono state molto dure: “Solo un folle sarebbe in grado di preparare un piano del genere. E solo un folle potrebbe  pubblicarlo sui giornali. E' sbagliato aspettarsi che il Tsk possa essere coinvolto in piani del genere".

Diversi media indipendenti sono propensi a ritenere che questo presunto piano golpista sia una bufala ideata da ambienti filogovernativi per creare maggiore simpatia popolare nei confronti dell'esecutivo di Erdogan, anche se da più parti si ritiene che le risposte fornite dalle più alte cariche dell’esercito non siano state convincenti.

Storia torbida, difficile da decifrare, ma sulla quale nessun organo di stampa nazionale ha sprecato una riga, nonostante la Turchia sia oggi nominata su tutti i giornali per l’arresto di 120 terroristi di al-Qaeda da parte della polizia e nonostante, sempre la Turchia, si sia candidata ad entrare a far parte dell'Unione europea.

 

 

 

Normal 0 14 false false false MicrosoftInternetExplorer4

Qualche giorno fa il quotidiano filo-governativo turco Taraf ha svelato un presunto progetto di colpo di Stato, messo a punto nel 2003 da alte cariche del Tsk (le forze armate turche).

Stando al giornale, il piano (denominato in codice "Balyoz", ovvero martello) prevedeva che i militari facessero esplodere bombe nelle moschee, attaccassero con ordigni incendiari i musei e facessero cadere un aereo di linea turco facendo sembrare che fosse stato abbattuto da un caccia militare greco. Scopo finale del piano era quello di creare caos e paura nella società per giustificare un colpo di Stato militare, con l’obiettivo di rovesciare il governo in carica guidato dall’ Akp, partito islamico-conservatore turco, e di preservare così la laicità dello Stato turco.

Sempre stando a quanto scrive Taraf, il piano prevedeva sanguinosi e sconvolgenti atti di terrorismo da attribuire ad al-Qaeda o al Pkk (partito dei lavoratori del Kurdistan), in modo da provocare massicce proteste nella società civile e nelle università; la popolazione avrebbe accusato l'Akp di non riuscire a garantire la sicurezza per la Turchia spianando la strada al colpo di stato militare.

Il piano conterebbe anche un organigramma per sostituire il personale che attualmente occupa posizoni chiave nell’apparato statale e una strategia per mettere in difficoltà economica la Turchia e, in questo modo, contribuire a screditare l’Akp.

Secondo quanto ha scritto il quotidiano Milliyet, il piano per il presunto colpo di stato sarebbe stato tracciato dal generale dell'esercito Çetin Dogan, oggi in pensione, che ha però rispedito al mittente le accuse, asserendo che si trattava di un piano preparato per una esercitazione militare presentato ad un seminario per militari. Le sue parole sono state molto dure: “Solo un folle sarebbe in grado di preparare un piano del genere. E solo un folle potrebbe pubblicarlo sui giornali. E' sbagliato aspettarsi che il Tsk possa essere coinvolto in piani del genere".

Alcuni media indipendenti sono propensi a ritenere che questo presunto piano golpista sia una bufala ideata da ambienti filogovernativi per creare maggiore simpatia popolare nei confronti dell'esecutivo di Erdogan, anche se da più parti si ritiene che le risposte alle accuse fornite dalle più alte cariche dell’esercito non siano state convincenti.

Storia torbida, difficile da decifrare, ma sulla quale nessun organo di stampa nazionale ha sprecato una riga, nonostante la Turchia sia oggi nominata su tutti i giornali per l’arresto di 120 terroristi di al-Qaeda da parte della polizia. Difficilmente sapremo veramente come stanno le cose…